Il Gelato

Il gelato con il suo universo variegato di sapori eccita piacevolmente il nostro palato stagione dopo stagione.
Il gelato come lo conosciamo noi deve la sua consistenza e la sua diffusione al siciliano Francesco Procopio dei Coltelli che ad Aci Trezza (CT), nella prima metà del ‘600, perfezionò una macchina per fare i sorbetti ereditata dallo zio, pescatore del luogo, migliorandone la meccanica e aggiungendo il sale al ghiaccio per immagazzinare meglio il freddo. In Sicilia già ai tempi dei Romani si assaporavano bevande fredde mischiando succhi con la neve dell’Etna, ma la tradizione del freddo si sviluppò con gli Arabi.
Gli arabi, usando la neve dell’Etna, lo zucchero di canna, il succo dei frutti e le essenze dei fiori, come il gelsomino, perfezionarono i loro “Sherbeth” ponendo le basi per la tradizione gelatiera artigianale dell’isola. I gusti disponibili nelle gelaterie sono centinaia ognuno pronto a sorprenderci e soddisfare il nostro piacere. Tra i tanti gusti tipici quello che ha una storia più contemporanea è il gelato di pistacchio.
Il gelato al pistacchio, fino a pochi anni fa si presentava di un colore verde brillante (per l’aggiunta di coloranti) e aveva un sapore vicino alla mandorla (aggiunta insieme ad anacardi e arachidi). Oggi nelle gelaterie del territorio etneo il gelato al pistacchio ha cambiato colore e sapore: si presenta di un colore verde più spento e ha un gusto inteso e caratteristico, tendente un po’ al salato. Per produrre questo gelato viene utilizzata la “pasta di pistacchio” ottenuta dalla macinatura dei pistacchi sgusciati di colore verde.
Il re dei gelati è quello fatto con il “Pistacchio verde di Bronte D.O.P.”, pistacchio (Pistacia vera) coltivato ai piedi del vulcano, nel territorio di Bronte, dove i frutti acquisiscono caratteristiche peculiari e gusto eccezionale. A Pozzillo vicino Acireale i gelati li preparano anche con i fiori della bellissima Pomelia, una pianta ornamentale tipica dell’area tra Acireale e Riposto.

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Capperi are the flower buds of the homonymous plant. The caper (Capparis spinosa L., 1753) is a small shrub or branched suffrutex to prostrate-falling posture widespread in the Mediterranean since time immemorial. The plant will consume the buds called capperi, and more rarely the fruit, known as cucunci.

The bread is homemade Sicilian prepared with semolina durum wheat semolina. Before proceeding to the mix the flour is sifted in the so-called crivu (sieve). The type of yeast used is the one with natural yeast, the growing, yeast home.